La strage delle donne incinte

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Non si parla d’altro. Donne in dolce attesa e piene di grandi speranze che entrano fiduciose in ospedale per mettere la mondo una nuova creatura.

E fioccano le foto, Facebook, qualche ricordo, qualche primo piano intenso, molte lacrime.

E ancora la notizia che corre: nuovo decesso all’ospedale di….

E l’allarme si accende. Il popolo insorge, tra un piatto di spaghetti ed un ferro da stiro in mano, nelle case non si parla d’altro.

Dove partorire? Cosa cercare? Di chi fidarsi? Maledetta sanità…

Poi si scopre che l’Italia, per una volta, fa parte dei paesi con più basso tasso di mortalità da parto.

Ovvero pochissime donne perdono la vita a causa di un parto andato male. E il rischio zero non esiste.

Solo che il nostro primato è nel giornalismo da quattro soldi. Trasmissioni del pomeriggio, della mattina, della notte, e i vari tg. Non si parlerà d’altro per qualche giorno. Come ogni moda giornalistica che si rispetti. 

Poi quando lo stato di pietà generale si abbasserà, facendo crollare gli ascolti, si passerà ad altro. La strage delle madri incinte non interesserà più nessuno. Quelle donne saranno solo un numero tra tanti altri.

Quello che resterà non sarà altro che un popolo manipolato dalla disinformazione.

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